martedì, giugno 24

Cloudberryteque


La mia vita, come quella di tutti immagino, va a periodi. L'inverno scorso (o era quello prima?) ero impallinatissimo con la Trattoria Records. Intendo: piu' del solito. Riuscire nell'intento di internazionalizzare l'entusiasmo e i suoni di un Giappone che aveva voglia di sintonizzarsi sulle stesse frequenze dell'entusiasmante movimento brit-pop, potenziando il segnale con gli influssi del loungido shibuya-kei e il movimento c-86, si era cosi' ben consolidato da sopravvivere alla fine dell'etichetta stessa, assestando in un'orbita ben visibile e stazionaria artisti come Hideki Kaji, Seagull Screaming Kiss Her Kiss Her e Louis Philippe.

(grazie all'amica Ele) Ora e' il turno della Cloudberry Records, che sta cercando di consolidare in area Svevonorvegese gli stessi tipi di suoni e influssi provenienti da una scena sempre piu' compatta, nutrita e ispirata, promuovendo molto spesso anche gruppi internazionali accumunati dalle stesse sonorità. Il tutto a suon di adorabilissimi vinlie e mini cd! E con un'ottima promozione web.


Insomma. Solo da noi in Italia se non si raggiunge un livello depressivo pari a Ramazzotti + Pausini = Tiziano Ferro a farsi ascoltare non ci si riesce proprio. E visto che, come dicevo con Johanna e Nina, la musica che mi piace di piu' e' quella che arriva dritta al cuore nella sua cristallina onesta' da garage e camerette, di tanto in tanto mi piacerebbe parlarvi proprio dei gruppi di questa etichetta. Come se prima di adesso non avessi mai parlato di band conosciute a piu' di cinque persone me incluso.

Andiamo al sodo. Tutto questo preambolone per arrivare a chiedersi: come si fa a dire che e' estate senza che improvvisamente esplodano nell'aria (caldissima) le scoppiettanti melodie degli Australiani Summer Cats?

Le tastierine di "Discoteque" barcollano scomode e festose abbracciate da schitarrate elettroacustiche sincronizzate solo quanto basta per tenere il passo con una batteria favolosamente sixtissima e showgaze. "Crocodille" dovrebbe diventare obbligatoria in qualsiasi festa in spiaggia pre e post colllegiale e "Wild Rice" intonata davanti ai falo' di tutto il mondo.

Recentemente la band ha diviso il lato di un nuovo 7" split con "The Pains Of Being Pure At Heart". Quindi - cari possessori di Penny e non - ora sapete bene a cosa dare la caccia. La produzione vinilistica della band di Melbourne sembra veramente motlo oscura quanto generosa.
Per chi ama una vita comoda e facile, e non ha voglia di sbattersi (soprattutto con questo caldo), ecco un mp3 messo gentilmente a disposizione dallla signorina Cloudberry. Pero' e' un po' una fregatura. Poi vi tocca ballare!

Summer Cats - Discotéque

1 commento:

Zonda ha detto...

.... per fortuna che in Italia c'e' MyHoney!!