domenica, marzo 7

B.L.O. (You Know I've Got A)


So che ho un blog. So che non ci scrivo da un po'. So che le persone che incontro mi chiedono di continuare a scriversi. So pero' dati alla mano che ho veramente poco tempo (purtroppo) e che altre cose che faccio sono più seguite di questo blog. Cose da dire ne ho. Una valangata. Sempre. Purtroppo in questa fase della mia vita il mio punto debole più scoperto è quello del tempo a mia disposizione. Non è detto che la cosa non accada in futuro. O che mi trovi nella condizione di scrivere anche qui di tanto in tanto. Per il momento però le mie avventure proseguono in diretta sui vari social media, ma in particolare qui (questo sì che è viene letto)


Ci vediamo comunque qui per qualche chiacchiera extra quando avrò tempo. Nel frattempo ricordatevi che faccio anche musica. tipo qui :)


Baci a tutti.


giovedì, gennaio 7

ONE

Direi che in queste ferie sono stato molto produttivo. Molto. E mi e' piaciuto esserlo. Senza nessuna fretta e disturbo (ho composto e inciso quattro canzoni per i Tiny, di cui una scartata, e un brano per un progetto Italo Disco). Produttivo dicevamo. Forse pure troppo. Sono arrivato alla fine della scrittura di "TenneT", il secondo album. Il che mi lascia immaginare se devo porre delle scadenze ferre per tirare avanti su "Febrero" o se portare avanti da solo una registrazione migliore di "TenneT" intanto che lavoriamo su "Febrero". Bisognera' parlarne mi sa, visto che non voglio stare fermo senza scrivere altra musica... "ONE" dicevamo. Nella scrittura mi ha aiutato molto Matt Williams, conosciuto come "The Brigadier", mentre per la registrazione mi ha insegnato qualche trucchetto nuovo Anthony Rochester sulle opzioni legate al filtro "Compressor", che da pessimo fonico quale sono non ho mai cagato pari. (Mi rallegro nel fatto che Filippo mi ha detto che la versione "Uncompressed" era migliore :D ). A parte il solito commento che mi fa sempre puntualmente Benni ("Hai usato il chours, vero? TI HOVISTO!").

E' sempre difficile scrivere un brano d'amore senza sembrare troppo cretini. Ma cosa volete: quando si è innamorati si diventa i signori del regno dei cretini, e tutto quello che c'era di furbo e importante da dire nelle canzoni, nonchè elegante, è già stato detto dai Four Tops e quella gente li'. Invece alla fine alcuni passaggi mi sono piaciuti. Soprattutto l'intermezzo alla "Rocky Racoon meets The Eels". Ero un po' in empass (si dice? si scrive cosi'?) e allora ho tirato fuori dal cassetto un sogno che mi ero appuntato, dove veniva provata l'esistenza del Diavolo, che veniva puntualmente arrestato dalla polizia davanti alle telecamere. Matt Williams, non sapendo del sogno, mi ha fatto notare che questo passaggio non era molto coerente, e l'aveva trasformato in un prete che esorcizzava la ragazza. La cosa non mi entusiasmava troppo, allora mi è venuta l'illuminazione. "Mi hai rubato l'altra metà del cuore". Era chiaro. Tutto il brano, e non solo l'inciso, sarebbe stato incentrato su Bonnie Parker, di Bonnie & Clide (lo sa bene Dimitri Casadio, a cui ho fatto una testa cosi' tra Serge Gainsbourg e Kate Bush).

Beh. Il brano è qui. Almeno la demo. Bertaccini ha suggerito di assoldare i migliori musicisti della zona per suonarlo rischiando il tutto per tutto svuotandomi il portafoglio. Ma dato che è già svuotato non ho azzardato! C'è solo questa prova per ora. Spero che almeno a voi porti fortuna.


"Because you are the one
This answer my lover, is all that I'v got
Because you are the one
Who has stolen the other half of my heart

First time we met
Twas a surprise
I wasn't ready for your smile to arrive
I can suppose
You are a star
That's why my baby I'm leargning to fly

Because you are the one
The answer my lover - a sing in the sky
Because you are the one
Who has stolen the other side of my heart

The soul you warm, the body you dress
The air around, and even your scent
It's so divine, I must confess
Still I'm afraid
It could end in a mess

Because you are the one
I'm shaking all over
A quake in the night
Because you are the one
Who has stolen the other side of my heart

As you were brave like Bonnie Parker
It was a crime to run with you
They called the cops
And you got cuffed
But I opened up the door
Without you I was no one

Because you are the one
The answer my love? - I look to the sky
Because you are the one
Who has stolen the other half of my heart"

sabato, gennaio 2

BYE


Dopo il mio tentativo fallimentare di recuperare un vecchio brano sulla nebbia (che avevo scritto a 17 anni!) e farne una non-hit shoegaze-glam a metà tra Future Legend di David Bowie, psy-flock, italo disco e il Back più sperimentale, ho sentito l'esigenza di tornare a qualcosa di più semplice e diretto. Per questo mi sono messo ai fornelli su "BYE" (Anthony Rochester ormai è la mia guida spirituale), un brano rimasto invece in sospeso da quando avevo... ventitrè anni!

Non so se ho fatto la cazzata di farlo in La al post che in Re. Certamente così è più al riparo da eccessive stonature, però ha perso un po' di tiro rispetto a come l'ho immaginata per tanto tempo, ovvero un Paul McCartney alla Monkberrymoon Daylight. Ora è molto più Masterblaster/Waterfalls, ma mi sa che non sono le uniche somiglianze che si possono cogliere :D

Bene. Il brano è qui. Involontariamente fa molto ultimo dell'anno! Spero che la demo vi piaccia!


"These are the things that make you feel good
Thes are the songs that make you strong
This is the moment you were waiting
To forget anyhing gone wrong

Pick up the pictures from a dirt floor
Take all the flowers she has thrown
make'em all pieces and confetti
and forget anything gone wrong

'Cause now she's gone
and I'm allright
Now she's gone
And I feel fine
Whene the dawn
lights the line
you can sail
and say good ba-ba-ba-ba-ba-ba-ba-ba-ba-ba-bye

See all these bands tha meant to save us
Are they all dying in and ou
Bring on some friends and all their records
and play the music all night long"

lunedì, dicembre 28

Getting ready to be a threat


- Viene qualche nome grosso a suonare al Covo?
- Ma... no.
- Ma come no! Avevano detto grandi nomi!
- Dai. I Leis qualcosa... dai, il nome non me lo ricordo
- I Leisure Society!
- Ma quanta ne sai! Loro!


Non si può dire che il 2009 abbia anche riservato delle sorprese, e non smetta di stuprmi proprio agli sgoccioli del suo flusso temporale, tanto che in questi giorni riesco a superarmi di minuto in minuto in figure imbarazzanti e scoprire inaspettatamente momenti di stupore estatico inframezzato a puro spasso.

E' stato il caso dei The Leisure Society, che ho ascoltato con più attenzione solo ora che mi sono trovato a doverli intervistare, e mi hanno emozionato come non mai (qual'è la differenza? nello stereo della macchina non sono riusciti a raggiungermi come nel buio della notte dalle cuffie?) con le loro melodie così complesse e ricercate eppure toccanti e dirette, come una flotta di dardi di frecce roventi puntate direttamente all'unisono verso un unico bersaglio: il cuore. E io che avevo già redatto le mie classifiche di fine anno! "The last of the melting snow" si merita assolutamente il primo posto!"

Sorprese rimaste in fondo alla saccoccia del 2009 come le ultime briciole più speziate e appetitose di una bustina di patatine consumata molto lentamente, tanto che un Natale sereno e tutto sommato disteso più che aspettarlo me lo sognavo! (Ogni anno Natale uguale gente incazzata perchè non trova appagato l'alto carico di aspettative).


Le biglie più colorate erano in fondo al sacchetto, come la voce di Gorla che dopo due anni dal gracidare ranocchiante ha tirato fuori il cigno che era dentro di se (non poteva essere che un animale stecco) tanto da avere veramente emozionato con i suoi Gjea & The Holy Ghost (The Next Generation) al Bronson con uno show che Neil Young alla sua età se lo sognava, aggiudicandosi, per quanto mi riguarda, il trofeo di band italiana più americana tra gli under 20... ma anche 30. Dal cigno... all'albatros! Un Merighi signore della pista pompato dalla folla all'inverosimile ci ha fatto sognare per 25 minuti buoni in una selezione di quanto di più indiballabile e meno scontato o comunque azzeccato si potesse raccimolare di questi ultimi anni zero scatenando le folle come neanche Fat Boy Slim avrebbe potuto, sbaragliando in una sola serata qualsiasi competitor tra più anziani e mocciosi. "Bologna" rulez!


I "The Clever Square" hanno avuto finalmente il loro "Big Time", presentando (con mia somma gioia) tanti brani nuovi in uno show che ha riservato carica e atmosfera, con Enrico già parte perfettamente integrante della band. (Finalmente ho avuto l'occasione di sentire l'ultimo capolavoro "Colossal Punk Space Castle". Se il nome è corretto!)



Oggi è venuto Porlock a registrare "Total Groupie" e "ValenTine Disco Night" (che è un po' piu' calma e disco rispetto al video). Il superpianista era abbastanza tranquillo. La quiete PRIMA della tempesta, tipo Tsunami? Non oso pensare cosa potrà capitarmi nei prossimi 3 giorni!


venerdì, dicembre 25

CRY

Diverso tempo fa, tipo nel 1998, scrissi una canzone ispirata ad uno dei miei anime preferiti, "Kodomo no Omocha" (c'entra anche questa volta WildHeart, in quanto la scimmia ne l'aveva attaccata lui!). A dire il vero avevo pensato ad un brano un po' alla Cranberries che potesse cantare un'amica. A parte una demo assolutamente delirante (10 anni fa erano ancora incredibilmente peggiori) quel brano si era sedimentato nelle profondità degli abissi di quella vaschetta per pesci rossi che è la mia memoria.

Avendo un gusto musicale completametne idiosincronico e distorto, di tanto in tanto sono tornato a quella demo, e l'ho sempre ascoltata con piacere. Vi dirò di più! Recentemente mi sono perfino messo a strimpellarla alla chitarra, sorprendendomi nello scoprire... che è ancora una figata!

Forse la nuova demo 2009 è un po' troppo elettrotristona... ma penso che sia comunque un buon progresso verso una futura versione. Che ne dite? Eccola qua :)

Tiny Tide - CRY

Dreams





Quello di suonare un giorno con i The Magic Mushrooms era un vero e proprio sogno. E i sogni - ora lo sappiamo - a volte possono anche concretizzarsi con lo stesso peso di un macigno che ti sta per cadere in testa. Ed è per questo che, poco prima di quattro ore dal magico evento, vengo a sapere che sì: ce la può fare anche una scimmietta di plastica che batte i piatti, figuriamoci io a suonare glocken e synth con solo un'ora per ascoltare e provare i pezzi! :)

Che figata! Per una volta starsene li' in disparte, fare fare tutto agli altri, e cercare di rimanere impassibili trattenendo le risate come Casio Carla dei Futuristic Retro Campions. Improvvisate le seconde voci nel panoramico del Glocken. Frapiccini aveva deciso che ci stavano, allora ci sono state :D (un'altra cosa che mi ha sempre divertito molto: fare le seconde voci).

Il pretesto era quello dell'annuale appuntamento con il Cristmas Pop, la festa di "Indienatale" tenuta dai mitici dj AirPop. Il palco era allestito una meraviglia, con addobbi, lucine intermittenti, e perfino un albero di Natale degno di rubarci la scena (effettivamente non ci voleva molto). Service e servizio da paura, grazie a quel santo ragazzo di Davide del Diagonal, dalla disponibilità poliedrica ed esponenziale, tanto da offrirci birrette (ragazzi, io vado, usate pure la spillatrice), lasciarci il Diago a disposizione per provare, mettere a disposizione tutta l'attrezzatura, farci i suoni. Cosa volere di più? Frapiccini comincia ad accennare "Boys & Girls" dei Blur e io gli vado dietro cantando. Ma subito il leader carismatico dei Magic Mushrooms (A Nice Person) ci richiama all'ordine: "Ragazzi... se intraprendiamo la via del cazzeggio è la fine...". LORO sono abbastanza sicuri. Io i brani non li ho mai provati, cosi' insisto per ripeterli tutti almeno un paio di volte, studiando quale strumento complementare si poteva prestare di più (le armoniche e l'ukulele proprio neanche a spintonarli) e cercando di memorizzare un paio di note.

Robbie ci porta a mangiare la pizza più buona di Forlì, ci facciamo attendere con ultraritardo come delle dive sciatte e consumate, arriviamo ad un Diago gremitissimo e dopo poco cominciamo con "Walk Away Renèe", la cover dei Left Banke (Manuel durante il soundcheck del violino ha cacciato fuori dei suoni talmente belli che c'era da armarsi di Tempo per asciugare i goccioloni). L'apoteosi? Quando Bando degli AirPop è salito sul palco per cantare il classico degli Smiths "Please Please Please". Un'ovazione. Il Diago è venuto giù. Il crooner forlivese, finita la performance, ha glissato con la consueta classe:"Giocavo in casa...".

Fortunatamente il concerto è scivolato via tutto filato in brevissimo tempo ("Già finiti tutti i brani? EVVAI!"), e la serata è proseguita in compagnia dell'impeccabile selezione di Indienatale AirPop, tra una fetta di panettone farcita di mascarpone e un aneddoto di Junior su quando furoreggiava in città con la sua rockband. Proprio una bella seratina. Bella Mushrooms!



lunedì, dicembre 21

All We Have Broken Shines


"E' una figata!" ~(Enrico, il nuovo batterista dei The Clever Square alla domanda "Come ci si sente a suonare nei The Clever Square)

Allora. Dov'ero rimasto? Indietro come le palle del cane, eh? Mi sa poprio di sì. Cerchiamo di tirare le fila (primi che tiri le cuoia).


Il concerto degli Art Brut è stato semplicemente MERAVIGLIOSO (vedi report qui). La band di Argos continua a migliorare man mano che perde fan sul terreno album dopo album (questa è la maledizione delle band inglesi protette da NME). Mi ha fatto molto piacere rivedere una vecchia amica e convenire con lei di non essere nemmeno al corrente del fatto che gli Art AVESSERO FATTO un terzo album prima di arrivare al Bronson quella sera. Fantastica la ragazzina che ha ballato di fronte al palco per tutta la serata. Ho fatto due chiacchiere con il chitarrista. Si era detto molto contento di chiudere un lunghissimo tour proprio al Bronson, visto che le altre date (soprattutto tanti anni fa all'Hana) erano state molto divertenti e con un'accoglienza calmorosa... ma che erano anche particolarmente felici di tornare a casa dopo un tour americano che gli ha tolto la vita! Un plauso alla pazienza del tecnico del suono, che con una calma degna del più supremo maestro zen ha tenuto bada al ragazzino della band di apertura che insisteva per cominciare ancora più tardi ("Guarda che non sei i Radiohead a Londra. Se la gente arriva tardi al cinema il film non la aspetta"). Insomma: mi dispiace di avere saltato gli Airpop (appuntamento con loro e i Magic Mushroom mercoledì per il tradizionale XMas Pop! al Diagonal) ma vedere suonare per la prima volta "Passenger" non ha avuto preso. Una presa per il culo tale a Iggy Pop da farlo diventare l'unico brano dove al posto di ballare mi tenevo in due la pancia piegato dal ridere.


Quella dei Brightblack Morning Light (report qui) all'Officina 49 è stata una serata veramente anomale, per certi versi quella che ricorderò con maggior piacere di quest'inverno, complice la decisione veramente unica di decidere di aprire le porte dell'Officina in un freddissimo lunedì, dove soltanto la gente che teneva veramente alla musica si è presentata ("Music, gets the people come toghether") socializzando come avrebbe potuto solo in un vecchio casolare in una baia di montagna, trovando un pò di calore all'interno delle viscere sorseggiando punch bello caldo e alcolico. Ad aprire la Brighblackkessa "Rio en Medio". Donna di una bellezza algida sotto quella pelle di orso che lasciava trasparire solo gli occhi di chiaggio (oh-oh-oh) e qualche biondissima ciocca di capelli. Giusto quello. Accantonata presto l'armonica folk con qualche passo reso ancora più incerto da non so quale sostanza liquida o gassosa in un imballatissimo palco, la ragazza neo redentrice delle radici del folk nuovo messicano alterna materne indicazioni all'uomo del mixer a sospiri sepolcrali solo in parte intonati, accompagnandosi per attimi che sembrano infiniti ad uno strano ukulele gigante che di brano in brano intonerà per quell'unico accordo che userà per accompagnarsi nella sua ballata medioevale/ritornello psicointimistico/brano inventato a caso sul momento.

Rimango perplesso e imbarazzato trattenendo qualsiasi giudizio, sentendomi al centro di un universo di tendenza e alternativo in cui sono io vittima di ripetuti ascolti di Beatles e Elvis Costello che non capisco un cazzo, fino a quando Franchini e Cola, forse anche loro un po' esitanti e in cerca di conferme, mi riportano con le loro perplessità a riancorarmi verso una rassicurante stabilità mentale.

Abbiamo goduto abbastanza della criptica bellezza distorta dell'angelica Danielle Stech-Homsy, quando tocca al gruppo di punta del ragazzo, che la vuole questa volta collocata con tre dita della mano sinistra alle tastiere facendo rimpiangere la gloriosa Linda Eastman. Dopo solo due ore di soundcheck pomeridiano impiegate a fare in modo che la risonanza cosmica dei tamburi non collimasse con le vibrazioni clelesti dei capezzoli di Rachael Hughes, con pelle e abiti immersi nella proiezione degli scarti della migliore produzione Kubrichiana, parte la psicadelia sghemba dei Brightblack Morning Light, con Nathan Shineywater talmente strafatto che non riesce neanche a capire cosa sta succedendo nel momento in cui fa per cantare e il microfono non dà segno di psicadelia, mentre batteria e percussioni si alternano incrociandosi in asincronie siderali che rendono l'happening il non plus ultra per i nostalgici della psicadelia (quel movimento musicale per cui sei talmente preso a seguire il tempo della lancetta dell'orologio che non ti accordi di tutto quello che ti sta cirondando).


E fu notte e fu giorno. Il turno dei Clever Square (recensione qui). Stavo talmente male che non riuscivo veramente anche solo a pensare di uscire di casa. Menomale che i miei baldi amici Seek e Robbie sono passati a prendermi di forza.

Giusto per farvi capire l'assurdità della cosa al di là del mio stare male. Il clima la notte prima era... così!


Meno 9 gradi. Ma è stato figo esserci. Locale: imballato. Di Teenager. Storica la frase di Robbie:"Qui non puoi fare a meno di sentirti un po' pedofilo anche con l'età taroccata". Rendeva l'idea. La nuova formazione dei Clever ieri - sarà colpa del basso nuovo di Ste - era molto Pixies! La band ha presentato moltissimi brani nuovi e i vecchi classici. Il nuovo batterista molto preciso e puntuale, non ha sbagliato veramente un colpo. Attendiamo la band alla "Prova Bronson", non senza prima lasciarvi a questa meravigliosa perla che è spuntata da un accrocchio di ragazzini da dietro le quinte: "Ma secondo te i testi vogliono dire qualcosa? No, perchè quelli dei Beatles ad esempio non volevano dire un cazzo". Let it be.