domenica, agosto 3

La Dragonballotta di August 2.0


Ieri ho fatto da consulente di shopping... a me stesso. Dovevo veramente acquistare alcune cose che avrei trovato solo in città (tipo un migliaio di magliette e delle All Star a prezzo ridotto) e sbrigare tutto nella mattinata. Molto molto indeciso sul da farsi per il primissimo pomeriggio. Che avevo paura di beccare un traffico della Madonna dell'Albero per Marina di Ravenna, tipo (visto? Mi sto esercitando nello slang riminese!).

Svaligiando negozi in saldo, mangiata la pasta fredda più schifosa della storia dell'umanità (sembrava polpa di mothra surgelata, a dire il vero l'ho lasciata nel suo vassoio di plastica trasparente), mal di schiena boia, prendo la mia bella dose di antinfiammatorio e parto.

Non me ne fregava un cazzo del male, non me ne fregava un cazzo dell'eventuale traffico (inesistente, per di più ho trovato parcheggio istantaneamente), inauguro le All Star pastellina nuove (oggi non riesco a camminare) e vado. L'occasione di far festa con Ex-Otago con batteraio nuovo, Sybiann e Pullo+Art in consolle non me la può togliere neanche il Re del Mondo.

Per me povero cesenate provinciale abituato alle piccole spiagge locali, arrivare a Marina ogni volta è come sbarcare in California. Forse non c'è bisogno di macinare soldi e chilomentri arei per andare in vacanza in luoghi esotici. La nostra palm-beach è a portata di mano.

Atterrato nei lidi vacanzieri mi infilo i uno dei primi bagni per cercare due spiccioli per "la Macchinetta del Parcheggio", amica di vecchia data, e anche degli ausiliari, che ben sa come ottenere il suo contributo di vil denaro (sporco e subito) in cambio di una salatissima multa su vaglia postale prima che tramonti il sole.

Salgo la collinetta di sabbia, attraverso la pineta, meraviglia. Distesa di sabbia infinita, un mare meraviglioso, totale assenza del casino di animatori, boccini, musica unz unz sparata a palla, smodati piazzamenti di campi da beach-volley. California anni 60. Contando la cameriera molto carina che mi serve il caffè nemmeno scorbutica, il Paradiso. Faccio quindi volta verso l'Hana-Bi, dopo aver pagato il mio tributo alla Macchinetta Amica Degli Ausiliari.

Prenoto la mia cena (ZondaX1), saluto Pullo, mi piazzo nella branda per 3 ore alternando la sequenza dormire, dormire, leggere One Piece (gran numero!), dormire, ascoltare l'album degli Owl Service (ascoltare folk-rock britannico ad Agosto in spiaggia è stata un'esperienza molto surreale), cambiarmi e preparrmi per gli Otagi.

Al bagno contento di vedere Clever, Art, Merighi e consorte, Accento Svedese, consorte e amico giornalista che ogni volta mi frega con la solita gag, Cecca, Anais, Robbie e gli altri del giro Airpop (più tardi coadiuvati dalle Vigliacche)e tanti altri amici.

E' gia' festa (e ne avevo bisogno, per riprendermi dal "brutto episodio 2.0" che mi era capitato la sera prima).


Vedere un concerto degli Otago ogni volta è una sorpresa nuova, totalmente imprevedibile nel loro delirante clima di festa, fatto di melodie semplici ma affatto banali e ineludibilmente penetranti, un po' come i giocattoli custodidi nella preziosa valigetta di McParnazza, il Gamera della situazione, che riesce semrpe incutere terrore per il suo imprevedibile comportamento sulle prime file, ma alla fine risulta il piu' buono e amato dai bambini. Dei fighi! Ad un certo punto parte la loro "Rhythm of the night", e subito mi giro a cercare con lo sguardo Accento. So che è il tuo momento!

Il nuovo batterista perfettamente integrato nella band, e in grado di apportare un'ulteriore carica ottaghiana all'interno della band (gran energia e urlava con gli altri tutti i testi delle canzoni a memoria). Sono convinto che gli porterà del gran bene. I gadget sempre più meravigliosi, con tanto dei nuovi cd-remix, le "otagocciole" (una genialata! le spillette a forma di Gocciole della Pavesi) e le fantastiche maglie con Rin-Tin-Tin (o è il Commissario Rex-Otago? o il cane della canzone? o tutte e tre le cose?).

Bravissimi insomma. Mi hanno fatto saltare con gioia urlando tutte le canzoni.

Driblo un Cisco che cercava di spingere il giallo bagnagna (il colore della malattina mentale) e mi organizzo per la cena (io ero quello con il piatto di tortellini, il bicchiere per il San Giovese e quello per la Coca Cola)

I Clever mi fanno compagnia al tavolo "ZondaX1" (Grazie!), Ste mi impezza sulle serie TV straniere, Gec fa il ragazzino Emo, Tommy Silent-Bob, mentre Edo continua per tutta la serata a parlare come Morrisseitinette citanto brani delle canzoni degli Smiths in Italiano.

Poi ad un certo punto la genialata. Io e Parnazza dobbiamo intervistare due giornalisti di Rocklab e Rumore per una sorta di pagliacciata al contrario. Problemi tecnici di sbobinamento del nastro e partenze hanno poi consegnato la boiata alle pagine di più ininfluenti libri di leggende metropolitane.



I SYBIANN! Da tanto che li volevo vedere decentemente! Pensate che ero presente la sera del loro esordio... ma ero relegato al piano inferiore del locale a mettere dischi (era stato comunque divertente ad assistere a tutte le chiacchiere da backstage e relegare la testimonianza alla macchina digitale che un mio amico ha utilizzato per riprenderli).

Sono stati forti, anche se dalla mia posizione non si sentivano per niente voci e tastiere. Tipo ZERO. Quindi non ho potuto fare altro che godere del FANTASTICO suono di chitarra, pulito, shoegaze, psichedelico, impressionante, e la bravura di un batterista che già aveva fatto capire di non essere un topogigio qualunque dai primi momenti del soundcheck (penso veramente il miglior batterista indie in circolazione).

Dopo pochi minuti più che nella Marina di Ravenna di fine anni 2000 sembrava di stare nella Berlino dei primi anni ottanta.

Due concerti completamente diversi, neanche minimamente paragonabili, che sarei andato volentieri a vedere anche separatamente, ma che hanno avuto la forza di portare nello stesso contesto amici e presenze che solitamente non si mescolano tra di loro regalandoci veramente un clima da festival oltre che di festa.

Poi posso capire che chi ha aprrezzato gli Otago sia stato schifato dai Sybiann e viceversa, anche perchè i pregiudizi nel mondo egointellettualoide degli pseudofighetti musicali è dura da vincere, e i generi erano veramente lontani, e non tutti si mettono ad ascoltare post-punk e indie ponendoli sullo stesso livello. Ma tant'è. Io - egoisticamente - ho goduto di due concerti gradevolissimi incorniciati da un DJSet strepitoso e della vista di tante bellissime pulzelle da spiaggia.

Ecco! Alla fine la nota maschilista è riuscita a scivolare sul post!

Qui un po' di fotille :)

Video:
Ex-Otago - Luisa
Ex-Otago - Giorni Vacanzieri
Ex-Otago - Waiting for the stairs
Sybiann - Pt.1
Sybiann - Pt.2
Sybiann - Pt.3
Sybiann - Pt.4

3 commenti:

Deni ha detto...

Sybiann ospiti di Frequenze On Air domani sera dalle 22,30 in diretta radiofonica (Fm 95,9 - Rete 96 Mi Ma) dal Loco Squad di Milano Marittima!

Zonda ha detto...

Grazie per la segnalazione!

Blogger ha detto...

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