mercoledì, agosto 6

The Same Old Cure



"For a group as young as The Cure, it seems amazing that they have covered so much territory in such a brief time." NME 1980

(Cominicato Hansa, un affrettato viaggio egotico, personale, sgrammaticato e disconnesso dal Post-Punk alla New-Wave)


Se dovessi consigliare ad un ragazzo o ad una ragazza quali cd originali cominciare ad acquistare per smuovere un po' le acque in una serata stagnante, facendo presa immedaita su più o meno chiunque, ebbene, uno di quei CD includerebbe un album dei Cure (scegliete voi quale).

Sono stati presi come punto di riferimento da shoegazers wannabe e goths convintissimi, ma nella mia mente li ho sempre inquadrati come un gruppo brutalmente pop. La prima istantanea che mi si è fissata nella mente, come un incubo, è legata alle inquietanti note del piano strimpellato a caso nella serra del video di "Caterpillar" (avevo tipo 7,8 anni e la mia conoscenza dell'inglese non andava oltre a ua, ciu, zri, quindi continuavo a chiedermi "cosa centrassero i Camion...). L'incubo peggioro' con "Close to me". Per me abituato ad ascoltare sigle di cartoni animati e i "Ricchi e Poveri "era una batosta bella, strana e forte. Soprattutto inquietante, quasi come i video di "Paul Hardcastle" e "Art of Noise".

Col tempo, soprattutto quasi disinteressandomi alla musica (rispetto ai canoni maniacali dalle scuole medie in su'), tornai a riscoprirli durante le superiori. Nella mia prima gita all'estero (Irlanda) "A Forest" e "Boys don't cry" erano diventati la colonna sonora di un mio amico e la sua prima grande batosta amorosa. Eravamo sottoposti nostro malgrado ad una minuziosa analisi dei testi di Robert Smith, diventati pregnanti , biondamente suicidi e calzanti con la psicosi del mio amico solo al pari di "Goodbye cruel world" dei Pink Floyd. (io gia' allora invece cantavo a memoria "Alison" e "Red Shoes" di Costello nei check-in degli Aeroporti, mentre l'altra grande hit dei cure era diventata per la combriccola sonora "Killing an Italian").

Mi appassionari quindi ai testi oltre che agli incubi e le poliedriche e funambolesche trovate sonore. Silenzio. Poi il ritorno e la disintegrazione, con quella "Lullaby" che ho sempre trovato una ributtante e inconsistente lavoretto di marketing per MTV prima della dipartita di Smith dalla band tanto sbandierata e mai messa in pratica, mentre successivamente, "Friday I'm In love" diventò l'equivalente delle feste anni novanta di "We're from Barcelona". (E la canzone del video di cui sopra diventò uno degli inni delle serate "Losing My Badge" riportata in aude dai Dinosour Jr.)

Perchè allora Mr. Smith è così triste? Che Joker si sia ispirato al look del Messia della Malinconia? Non so... perchè i ragazzi che hano spalleggiato il claustrofobico Guru dell'Angoscia continuano ad avere una presa non indifferente su target praticamente indistinti, ed in giro continuano quindi ad essere stimati e plagiati da allegri ragazzi immaginari che tentano il colpaccio. Indie band svedesoidi in prima fila. Il mio consiglio rimane lo stesso di qualche riga fa. Comprate gli originali. Tutto il resto e' pornografia.

2 commenti:

manonthemoon ha detto...
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manonthemoon ha detto...
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