giovedì, settembre 11

Alone Again Or

Ogni tanto, qualcuno, mi vede girare con una strana maglietta darkeggiante.
Sulla maglietta c'è un simbolo. Molto semplice, tanto da poter sembrare un incrocio tra il diagramma semplificato di un flusso canalizzatore dal punto di vista di Tron e un ideogramma giapponese, ma che in realta' sta a simboleggiare un'cona dei primissima anni 80, quando abbandonate le pietre de i bastoni del giardino, la nostra generazione, la prima col pollice opponibile, grazie all'educazione televisiva impartita da Fonzie durante gli episodi di Happy Days, cominciò a giocare con questo:


Solo che i giovani Nerd notano subito lo sgamo: al posto di ATARI, una U finale scazza il tutto in ATARU.

"Ma che cos'è ATARU?"

Quest'estate avevo ripromesso a Stefano di dedicargli un post. Siamo a Settembre e mi sembra il caso di mantenere la parola data dandomi una mossa astrale.

Ataru Moroboshi era lui:



Uno dei protagonisti del manga Urusaiyatsura, della DIVINA Rumiko Takahashi (nsd! nsd!), ma da me conosciuto durante gli anni elementari apparendo come un fulmine di Oni a ciel sereno in una TV privata, la sera. C'e' da sottolineare una cosa. Quel fulmine mi fece proprio secco! Non si era mai visto un cartone con riferimenti espliciti a comportamenti antisociali e indefessi impulsi sessuali, con donnine che giravano in bechini e tetragoni amorosi a portata di disco volante.

In poche parole: Ataru Moroboshi, modello esemplare di maniaco sessuale, salva la terra da un'invasione di orchi spaziali, costretto a sposare per un equivoco la bellissima figlia del re degli Oni (Orchi Giapponesi), che diverra' delizia, ma soprattutto croce, dei suoi mille innamoramnti ormonali.

Non ho altro da aggiungere. Voi?

1 commento:

Zonda ha detto...

Un altro Stefano poi sa anche la storia della maglietta :D