mercoledì, marzo 18

Ecco dove era finito F. DeGregori



Non conocevo i Woodpigeon. Venature etno-folk alla Beirut, echi di doo-wop alla Belle&Lucky Soul nelle ritmiche, fiati etilici (nel senso di trombe, clarini e quant'altro), indiume d'atmosfera con timide venature psichedeliche. Insomma: passanolo squadrone collettivo dei piccioni e raccolglie un po' di tutto prima che gli appicchino fuoco.

Uscito di recente il nuovo "Treasury Library Canada", che alza addirittura il livello dell'asticella della critica musicale con paragoni ormai sbiaditi, più che azzardati, a "Funeral" degli Arcade Fire e "The Eraser" di Thom Yorke. Il precedente "Songbook" offriva un folk molto caldo e melodico, minimale, borderline con quanto di più tradizionalmente diretto ci avesse potuto offrire l'anima più pacatamente disperata di certo pop americano degli anni 70 (penso al lento incedere di "A Slight Return Home", brano sì veramente "Arcadiano" che andrebbe ascoltato nel miglior impianto stereofonico a portata di mano a finestre completamente spalancate), non lasciandosi mancare felici episodi di scoppiettante twee-rock vivacemente confezionati come il sebastiano "If Only I Were a Painter, I'd Paint for You the Moon" (momento della canzone a 1:17", con quei pochi secondi di violino che vengono sguinzagliati sui cori, presto interrotti dalla discreta rullata di batteria).

"Treasury Library Canada", il nuovo album, prosegue verso la rotta tracciata dall'album precedente, imboccando molte delle porte lasciate aperte, perfezionandone suoni e arrangiamenti (Jon Brion a spingere le ditina sui tasti di qualche organo e "Anna, Girl in the Clocktower" potrebbe venire tranquillamente scambiato per un brano di "Figure 8", Elliott Smith). Finalmente una band che punta molto sul violino piuttosto che su viola o violoncello (l'introduzione di "I Live a Lot of Places" picaresca e sinistra nello stereofonico sovrapporsi di strati melodici, che aprono a chitarre e mandolini nell'ennesima canzone che avrebbe potuto benissimo scrivere Stuart Murdoch ai tempi d'oro) e riesce a far sognare con meraviglie quali "Love in the Time Hopscotch" o "Cities of Weather" (questa volta è Badly Drawn Boy a fare scuola).

L'intreccio di chitarre e violini ricama meravigliose trame sonore per la voce delicata di Mark Andrew. I Woodpigeon ci regalano una soffice rete di protezione per accendere lo stereo, chiudere gli occhi e lasciarci cadere nella notte.

Woodpigeons - "Bad News Brown"

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