domenica, agosto 30

Fiumani di parole


"Se dopo non ci piace, possiamo sempre andare via. Nessuno ci tratterrà."

Così recita una delle canzoni dell'ultimo album di Federico Fiumani, ormai unico depositario del nome e dell'arte degli storici Diaframma. E vedeste come ha brillato quella stella nella umidissima sera. Anche se spero che nessuno abbia fatto affidamento a stella e parole per affidarvi un giuramento. Oltre alla cameratesca cuscinata volante nell'accogliente e gradevole teatro Santarcangiolese che ha ospitato il nostro cantastorie dall'attitutine punk e dal taglio di capelli à-la-Mike Score, il momento clou dello show è stato indissolubilmente legato alla tentata dipartita di due giovani ragazze del pubblico a metà dello show.

"No! Aspettate un attimo!", e il piacione del lato maturo dell'indie rock italiano, con un cenno della mano, smette di suonare invitando la band a seguirlo. "Non andate via", supplica con ironia al microfono rivolto alle pittatissime signorine ubriache di fashion. "Adesso facciamo i brani vecchi! Dai! Quelli dark wave! Anche i Joy Division, Sex Gang Children!"

Mi chiedo chi, effettivamente, quanti si siano imbattuti tardivamente come me nel "Fenomeno Diaframma" - fenomeno come può esserlo quello astronomico di un'eclisse di Litfiba -inciampando non contenti del revival post punk in quello dark wave (non parlate con il sottoscritto, che aveva sforato addirittura nel death rock), per ritrovarsi in una stanza a contemplare quel capolavoro quale è "Siberia", loro opera d'esordio, i cui brani mi azzardavo incautamente a proporre duranti i miei primi DJSet.

Mi ci ritrovavo nella tentata fuga delle ragazze. Evidentemente non per la pletora di fan entusiasti che oltre a lanciare cuscini godevano estasiati nel calcare ogni parola del "Verbo Fiumani", ma a mio avviso il concerto - batteria, basso, chitarravoce - è stato veramente estenuante, soprattutto per durata ("Ieri Robin ha suonato tutta la notte, voglio continuare anch'io") e l'estenuante ripetersi della stessa incessante formula sonora, priva di cambi e melodie (soprattutto affidate ai brani nuovi, sacrificati forse malvolentieri alla presa incendiaria dei primi pezzi sul pubblico). Insomma: una palla. Un po' come per un ateo che va a messa senza sapere cosa c'è dietro a simboli e nomi sconosciuti.


Il resto della serata un'avventura degna di una visita alla versione voodoo di Mirabilandia. Fuori dal teatro un muro d'acqua, che come Robin e Federico di farla finita proprio non ne voleva sapere. Io e gli amici rimaniamo fuori a bagnarci. Giusto per spegnere qualche sigaretta nell'umida aria liquida. Gli ombrelli un puro ornamento sufficiente appena per non fare spegnere le siga degli amici. Un paio di ragazze non sa come fare a raggiungere gli amici in un locale. Io e Porlock senza battere ciglio le accompagnamo privando il povero Seek degli unici due ombrelli a disposizione.

- Come vi è sembrato il concerto?
- Mmmm....
- Io è la prima volta che li vedo dal vivo
- Pure io... un po' noiosi.

- Davvero? Mi consola! Un po' diversi dai dischi. Almeno voi avete avuto il vantaggio di poter godere del misterioso fascino indie di Fiumani!

- Ma. Dai. Non è che sia questo che...

- Ma pensa! Meraviglioso...


Torniamo al teatro, confidando che la cascata termini la sua non gradita performance ad ogni aumentare di scroscio. Nel teatro è in programma la versione rock di Paul Williams de "Il Fantasma dell'Opera", che mi aveva fatto conoscere Federica tempo fa. Ero proprio curioso di vedere il film, che tra l'altro si prestava molto alla serata da giudizio universale. Non siamo arrivati al settimo minuto di proiezine. All'apparizione del gestore del teatro nella pellicola nel teatro, la sala è scossa da un fragore roboante, secco, e rimaniamo al buio.

Tornata la luce è Porlock l'uomo decisionale (e dotato di macchina): "Mi dispiace ragazzi, ma ci vediamo...".

Ora. Non l'ho fatto per altruismo. Mi ero ricordato che nella macchina di Seek non solo avevo lasciato la copia di Robbie di "District 9" (avevano ragione: che fregatura di film! Borat Vs Predator!)... ma anche la mia giacca! Scatta l'operazione di soccorso!

- Ragazzi. Passate dall'uscita del retro perchè veniamo a prendervi. Cosa ne dite?
- Guarda, stiamo uscendo anche noi, perchè qui si sta allagando

Ho esultato quando siamo riusciti ad arrivare a Cesena prima che le strade si tarsformassero i indistinti flussi d'acqua (ho avuto una bruttissima esperienza nel 96, bloccato alle due di notte tra Cesena e Cesenatico).

Ad un bivio, praticamente a casa, Porlock proclama:"Io Marco faccio il giro da dietro..."

Un camion dei pompieri e qualche pattuglia si stavano muovendo lungo la strada. Andranno a soccorrere qualcuno verso Santarcangelo, mi dico. Si fermano, poi capisco. Sulla "strada furba" che volevamo imboccare c'era una macchina bloccata in mezzo all'acqua. Accantonata l'idea di imboccare la rotonda contromano, alla fine i nostri eroi (hey! Sono il migliore ammiratore di me stesso!) ce l'hanno fatta.

Che Fiumani potesse travolgerci quella serata ce l'aspettavamo. La fiumana un po' meno.
Cosa è successo, in quella nottata, per le starade di Santarcangelo, ancora non lo so.

Diaframma Live Pics

Diaframma Live 2009 Clip 1
Diaframma Live 2009 Clip 2
Diaframma Live 2009 Clip 3
Diaframma Live 2009 Clip 4
Diaframma Live 2009 Clip 5
Diaframma Live 2009 Clip 6
Diaframma Live 2009 Clip 7

2 commenti:

Porlock ha detto...

yo ! bella rece !

20nd ha detto...

Pensa che avevo paura di incorrere nell'"Ira di Porlock" :D