Per alcuni uno dei gruppi migliori del mondo. Da album le suggestioni erano molto forti, e forse mi aspettavo un pochettino di piu' di professionalità. I Parentetical Girls aderiscono a quella parte cripto-frocia Newyorkese, che tuttavia musicalmente mi sta molto a cuore nonostante la mia incontrastata omofobia, sospendendosi tra cabaret, indiume e Velevet Underground, non condividendone tuttavia la stessa forza evocativa sia per quanto riguarda i pezzi sia per quanto riguarda i suoni. Un peccato che la gente abbia deciso che fumarsi una siga di fuori dal locale fosse meglio che fare un po' di tifo per i Flaming Lipsde noiartre: i ravennati Spacepony, che sul palco avevano disposto una stesa di giocattoli ed effettiere di gran lunga superiore a quanto avrebbe potuto concedere Robert Fripp. Di contro i Pony non ci hanno concesso il bis con tanto di brano inedito acclamato dai presenti in sala.
Era così che mi chiamava Nicolas, uno degli innumerevoli tastieristi dei Tiny Tide (contando quelli che hanno durato l'arco di una session). Col senno di poi vorse era per via di lui, anche se forse Nicolas non sapeva neanche chi fosse. O magari si'!
Pensieri disconnessi. Questa è l'unica cosa che il tempo e la fatica mi concedono di regalarvi questa sera. Finalmente ce l'ho fatta a forzarmi a trovarne un po' (di tempo) per incidere la batteria per la demo di "DAT", il prossimo brano di "TenneT", pubblicare un piccolo post su SleepWalKing, esercitarmi un po' alla chitarra, tenere pubbliche relazioni... ma non abbastanza per guardare HEROES! Cominciamo ad avviare il lettore multimediale....
Che dire. Gente giunta direttamente da Cortina per vedere questo concerto collaterale, dove i Lunetti si sono adoperati in una performance music moltro elektor. Cantando all'univiox, con abiti molto akai. i Lunetti amprono l'ennesima esibizione polyfusion sotto le fairlight, con suoni molto stramp.
Paddy, il boss firstman con brio che non è t.o.n.t.o. e non suona a casio, e sa quasi sempre quello che fa, ha coadiuvato il Benni in passaggi electro-harmonix. Un'altra serata kurzweil molto kawaii. Con il collaterale multivox di Francesca di Comaneci, a noi non rimane che leggere il prossimo post di Pollard in merito, attendentdo un altro concerto altrettanto optigan.