giovedì, giugno 11

Tiny Shirts

Quasi un sogno, vero? Almeno per me. Non ci credevo le avremmo fatte. Ma visto che Zio Mattioli voleva indossarla a Indie Tracks....


... ora ci vuole una tesimonial :)

mercoledì, giugno 10

Ephebia Survivor


"And these children that you spit on as they try to change their worlds"

Se saltuariamente scrivo delle minchiate a sfondo idiosincrasticamente musicalrecensionistico su questo blog e altrove, è merito in particolare di un'amica, che mi ha "tra virgolette" raccolto in un momento per me difficile e ha creduto in me, facendomi esordire come redattore e intervistatore (arrivando anche ad intervistare Emiliana Torrini e i Cardigans) sulla sua rivista elettronica, che a sua volta faceva capo ad un'associazione culturale. Entrambe si chiamavano "Ephebia", aveva sede a Terni, e accoglieva anche un festival a cui avrei sempre voluto partecipare, ma che non ho mai avuto modo di visitare. L'"Ephebia Festival", per l'appunto, baluardo di musica indie nei bochi nel centro dello stivalone. Altro che Emmaboda! Un anno contribuii perfino ad ingaggiare gli allora esordienti "Billie The Vision & The Dancer", justo per mettere in chiaro quanto sia sempre stata lungimirante e affidabile scelta dei gruppi e organizzazione, che è stata sempre encomiata per gentilezza e cordialità.

Gli anni passano. I destini si incrociano. Con "Summer Cat", una canzone proprio di quei tempi del loro passaggio ad Ephebia, I "Succhini" (come chiamo io i Billie) riescono a trovare credito per i loro meriti da cuori squattrinati e picareschi, grazie ad una pubblicità spagnola che punta tutto sull'immagine solare, ribelle e scanzonata del gruppo.



"Ephebia" invece... viene chiusa! Così, all'improvviso, a quanto pare da una giunta che ha garantito disponibilità e fondi fino a prima le elezioni ed ora tira la marcia indietro, proprio quando il baraccone del cirdo dell'indie-roll era stato attivato un'altra volta. Ora. So che non siamo davanti ad una problematica degna di Crysler-FIAT e probabilmente la nostra voce conterà come uno sputo. Ma un po' di saliva in faccia non la vogliamo fare arrivare a chi prende in giro proprio quei giovani in fascia sufficientemente adeguata per votare?

FIRMATE! FIRMATE! FIRMATE!
http://www.firmiamo.it/ephebiafestival2009

martedì, giugno 9

Agente 238, rispondi!


Inviato da un'amica francese, che scrive di indie-pop qui.

L'album si chiama "Agent 238", e sarebbe stato carino lasciarlo anche come nome del progetto, diretto e suonato da Alexander Faem coadiuvato dalle voci sensuali di Clara Enghoff, Emmanuel Delacroy e Julie Fourner.

Perchè "Agent 238" è strepitoso? Semplicemente perchè i brani riescono a rimanere orecchiabili invitando ad ascolti ripetuti pur lasciando spazio ad unitarietà concettuale e ricerca. Violini, strumenti anomali, sintetizzatori che arrivano e scompaiono doppiando pianoforti, repentini cambi di intenzione melodica da scarni equilibri sospesi al delicato pop d'autore nel quale la Francia è sempre parsa rimanre maggiormente a suo agio rispetto ad un mondo preso a rincorrere le forsennate schitarrate americane. Eppure "Everest", cantata in Inglese, è tremendamente POP, e potrebbe rimanere benissimo sospesa tra Cardigans e Blur tra violini degni delle produzioni dei Sophia e clavicembali che ricordano un po' anche is Semble. Suoni. Produzioni. Sticazzi. Un disco assolutamente indipendente che potrebbe tranquillamente passare per l'album indie dell'anno, se non fosse per l'astio delle fascie indie-snob meno estremiste troppo avezze all'anglofonia.

L'indagine sull'Agente 238, misteriosamente scopmarso e non ancora rintracciato, si muove attraverso conversazioni segrete che ci riappacificano col buio della notte, per arrivare - tramite meravigliosi sprazzi pop tra rumori di fondo e dialoghi meravigliosamente televisivi - a guidarci con trasporto da Mogadiscio all'Everest nella necessaria identificazione del male.




Alexander Faem - "Fondu au noir"

domenica, giugno 7

IT'S A LOL WORLD

Oggi ne è successa veramente una stratosferica.

Tra i miei contatti SVIP, c'è una ragazza che abita al di là dell'oceano. Essendo SVIP è soggetta sempre a diverse sollecitate rotture di cazzo di gente che le stressa l'anima per qualsiasi cosa. In più il tempo che può concedere a questi spiragli di comunicazione multimediale da cui ci si può infilare qualsiasi zanzara, sono veramente molto ridotti.

Le conversazioni non si sono quindi mai protratte per poco più di qualche scambio di link o segnalazione, o qualche casuale convenvevole. Oggi, a seguito di un suo viaggio in Asia, il seguente dialogo, che trascrivo in Italiano per i non Albiofoni.

- Scusa Marco. Ma tu in Italia esattamente dove sei?
- Centro Nord. Dalle parti del mare.
- Sì ma, più precisamente?
- ... tra Rimini e Bologna.
- Ma nome della città?
- Sicuramente non la conosci. E' molto piccola. Cesena
- CESENA? Io ci sono stata diverse volte a Cesena.
- ... NO... QUESTA COSA E' ASSOLUTAMENTE IMPOSSIBILE
- No no. Il mio ragazzo era Italiano, e studiava a Psicologia.
- Guarda. Ora ti dirò due cose, e forse non ci crederai. Uno: il mio chitarrista STUDIA a psicologia. Due: se allungo una mano dalla finestra con la macchina fotografica sono in grado di fotografarti un'aula...

E da qui siamo finiti a parlare per un quarto d'ora di vecchie storie di storie vecchie e sentimenti marciti nel marciume sentimentale.

Proprio ieri guardavo questo



I casi della vita.

sabato, giugno 6

The Smiths & The Cure & The Tiny & The Tide

Alcuni si sono chiesti perchè questi giorni non sia stato molto presente. Beh. Lasciamo rispondere alle immagini :)





La canzone è "The Smiths & The Cure", tratta dal nuovo EP dei Tiny Tide "The WildHeart EP". Check it out :)

lunedì, giugno 1

The Pain of Being a Fan Boy


Io quando vedo concerti di gente che mi piace sto veramente male, specialmente se la malattia cresce nel tempo, dopo un lungo periodo di gestazione, e se attorno all'evento c'è una tabula rasa di eventi in grado di incendiarmi veramente il cuore oltre che solleticarmi le orecchie. "The Pain Of Being Pure At Heart", band di punta della Cloudberry, scoperta anni fa da Roque, e ora pupillo internazionale per la gioia di Fortuna Pop, hanno veramente entusiasmato tutti quanti un un Hana-Bi decisamente gremito (non oso immaginare che chaos ci sarebbe stato se fosse stato bel tempo, mi ritengo egoisticamente soddisfatto) e entusiasta.

A fare traboccare il vaso della mia paranoia il soundcheck fatto dalla band mentre mi stavo avventando sulla grigliata al tavolo con Accento Svedese & Friends. CAZZO! Non solo sembrava che avessero semplicemente schiacciato "Play" su "This love is Fucking Right!"... ma il suono, oltre ad essere precisissimo e molto compatto, era perfino MIGLIORE da come esce nell'album, meno shoegaze e più pop, senza i volumi distorti e spropositati che mi asettavo, mettendo maggiormente in evidenza la voce di Kurt. Insomma... di essere ancora lì in attesa di pulire il piatto e dover pagare il conto proprio non la potevo... digerire! DOVEVO essere in prima fila, e già la gente si stava accalcando sotto la tettoia, dove avrebbero suonato. Non era bene. Sembravo tarantolato!

Il concerto poi me lo sono goduto con gli amici Fagio e Andre degli "Stones of Venice"(Chirs, una doppia data all'Hana-Bi con i Tiny?), il che è stato decisamente una figata, in quanto condividono lo stesso entusiasmo per la musica in generale e questa band in particolare (credici o no Andre, quando ti sei assentato, dopo Helen Love, hanno messo su' "Velocity Girl"!).

Il set dei "The Pain" è stato molto fedele alle aspettative del soundcheck, e avrei potuto rimanere li' ad ascoltarli per il triplo di quanto hanno suonato, prolungando quella sensazione di estatico benessere ed entusiasmo che solo la pop-rock band perfetta è in grado di poterti trasmettere. Lo diceva Roque ("This guy is crazy"): tra i pochi astisti che sono passati da Cloudberry e possono veramente farcela ci sono "Twig" e "The Pain of Being Pure At Heart". L'ho riportato a Kurt, che si è detto veramente sorpreso della risposta che stanno avendo anche in America, visto che NESSUNO suona shoegaze laggiù, o quel tipo di retro-pop svedeseggiante che va tanto in Europa. Eppure gli capita anche di andare a fare date in California e subito dopo trovarsi ospiti in studio a suonare davanti alla televisione. Veramente simpatico e disponibile. Forse si era rotto di stare dietro a vendere magliette e filmare CD, e ogni tanto Peggy gli lanciava qualche occhiataccia mentre lui se la rideva con aria soddisfatta e sognante, come per dire "Lavativo!".

Con le "Vivian Girls", che nel frattempo si erano perse e si sono lanciate in un punkissimo soundcheck volante, il gruppo aveva già suonato da Dicembre a Londra. Boh. E' stato strano. Sicuramente il gruppo avrebbe potuto dare un'impressione un po' diversa e raccogliere maggiori entusiasmi con un po' più di selfconfidence e se avesse suonato di spalla a qualche altra band, ma ieri sera è stato come gettare i "The Dukes of Stratosphear" a suonare dopo i "Beatles", così che il pubblico che aveva invocato invano un bis dei Pain non si è sprecato nell0incitare le ragazzine americane, un po' titubanti e riluttanti mentre lasciavano il palco in attesa di un'incitazione che non c'è stata. Peccato. Forse è stata semplicemente un'alchimia miscelata male (io preferisco la formazione delle Vivian quando si sono tutte scambiate strumento durante la penultima canzone). Fatto sta che i "The Pain" di cuori ne hanno feriti veramente parecchi, e a giudicare da magliette e cd venduti di nuovi fan se ne sono fatti proprio tanti. Sono veramente curioso di vedere dove una band con delle simili potenzialità è in grado di arrivare. Magari tra qualche anno i presenti vedranno un loro passaggio in televisione, torneranno alla mente al concerto di ieri sera, e penseranno:"Che culo averli visti così da vicino quella volta all'Hana-Bi". O magari si confonderanno con i Blur. Chi può dirlo. Noi fan boy della musica indie abbiamo una visione del mondo più distorta di qualsiasi chitarra shoegaze. Dream on.



(come cazzo faceva a suonare con quella luce sparata in faccia?)

Qui alcune foto del concerto

The Pain Of Being Pure At Heart | Clip#1
The Pain Of Being Pure At Heart | Clip#2
Vivian Girls | Clip1
Vivian Girls | Clip2