domenica, ottobre 12

'CMON LMALL...


- Ma a che ora cominciano i concerti al Covo?
- Ma. In genere molto tardi.
- Tipo? Dieciemmezza?
- No P., a volte si e' arrivati anche a iniziarli a Mezzanotte
- MA IO VOGLIO TORNARE A BRESCIA!

Dopo un'esilarante discussione su Facebook, sono passato ad una delirante discussion SU Facebook, inteso come argomento di conversazione! Io e Matt Share, sulla rotta per Bologna, ne abbiamo sparate veramente a raffica sul social network piu' popolare del momento...

Arriviamo al Covo, mi accorgo di avere simpaticamente dimenticato il portafoglio in macchina a Forli' (dov'era? in bella mostra sul sedile lato passeggero!), saliamo le storiche scale antincendio del club bolognese, vedo Mireille all'ingresso.

- CIAOOOO!!
- ... guarda che hanno gia' cominciato....

Svicolo a mancina verso la saletta del concerto (che fortunatamente e' rimasta nera)

Finisce il brano, Fabio (che suona anche da infortnato, un eroe!) mi vede e:"CIAO MAMMAAA!!!".

Ale:"I nostri concerti ormai sono sempre raduni di amici. Conosciamo il codice fiscale di tutti voi"

Che dire del nuovo corso LMALL. Una volta ti limitavi a considerare quanto erano carini. Oggi spaccano proprio i culi! Per strada, in macchina, mi ritrovavo a pensare quanti gruppi ho spuntato via dagli appuntamenti di Last.FM perche', visti una volta, mi andrebbero veramente a noia se ascoltati per un concerto intero. Ecco: i Lunetti li vedrei sempre volentieri anche una volta a settimana!

Durante la pausa bis (il gruppo di Brescia era troppo pigro per uscire e tornare sul palco senza un backstage) mi era venuta voglia di richiedere a gran voce "Apples", ma avendo mancato l'inizio del concerto avevo paura di fare una figuraccia. Magari l'avevano gia' fatta!
... e invece parte proprio "APPLES", e comincio a saltare, ballare e gridare come un cretino "COMON EPPOOOOLS!!!" spaventando la vicina Mireille! L'idea di sentire una canzone cosi' geniale ed energetica, dove la band incita di fatto un'altra band, che e' pure tra le mie preferite... non so, crea un effetto strano, come se musicisti e pubblico stessero incitando sinergicamente la stessa cosa. E neanche gli Apples... probabilmente l'idea di certa musica in se.

A fine il concerto le cose di cui mi piace sempre meravigliarmi, e a cui piacevolmente non riesco mai a fare l'abitudine. Il numero di amici da concerto con cui scambiare due chiacchiere, le frecciatine indievelenose ("ora che non c'e' il fumo per rendere il Covo ugualmente londinese hanno importato un po' di ragazze dall'Inghilterra"), che la gente ai banchetti RICHIEDA I VINILI al posto dei cd!

La serata termina ascoltando "Plaska Plaska" sulla strada di casa. Nessun modo migliore per chiudere un buon sabato sera dentro il garage prima di infilarmi a letto.


Ecco alcune foto.
Video 1
Video 2
Video 3
Video 4

giovedì, ottobre 9

Sindrome di Stoccolma

Sia "l'ultima tromba" quella che apre le porte dell'apocalisse? Non ne sono cosi' sicuro, ma se andra' a tempo di hand-clapping allora l'angelo che vi soffia dentro giungerà sicuramente da Stoccolma, uno dei punti nevralgici della indie music.

In particolare scopriremo che di angeli veri e propri non si tratta, bensi' della twee-band dei "The Mare". Chitarre vintage, ritmo beat e zoppicanti pianoforti scordati snocciolano pop-tunes dal nostalgico sapore sixties a tutt'andare, per allegre canzoncine adatte a tutte le stagioni.


(che figata suonare in un negozio di dischi! Anche ioooo!!)

"Where were you", divertente brano con tanto di organetto loufi, coretti catcy e cembali, rimane probabilmente il loro brano piu' riuscito, e non mi dispiacerebbe sentirlo - per dire - al Covo domani sera (occhio che suonano i Lunetti...) mentre "Sad Affair" cerca una inconsapevole incursione nel Surf. Surf-Bond.

Tirate fuori i vostri cardigan, lucidate le scarpette, preparatevi a ciondolare.

Da Cloudberry:
The Mare - "I didn't see you"

x chi ne sa



Lol! Se su Last.FM ascolty Rocky Dennis te lo corregge in Jens Lekman XD

A brand new night

Di ritorno dalle Tiny prove. Siamo la band piu' schizofrenica del mondo. Quindi aspettatevi sempre sorprese imprevedibili dalla insidiosa Bassa Marea. Questa sera abbiamo provato "Road to Fairies" (io non c'ero tanto, ma Dendrix a cacciato fuori giri armonici e assoli da oscar) e "Mask Me Mask Me Mask Me" (Mic si ha azzeccato tutti i passaggi, non abbiamo capito se per puro caso o meno), a detta di Dendrix "i brani piu' artisticamente maturi del gruppo".

Il resto sono state chiacchiere in attesa di un bigliardino non giocato con Mic, a parlare di fighe, musica e Manchester Football Club, manco fossimo i fratelli Gallegher.

Come al solito un grazie a Biagio infinito come la sua pazienza.

martedì, ottobre 7

Sparta - Marte 1:0


"And I'm afraid you died for something you really loved"

Cosa ascoltavo nel 1996? Probabilmente avevo le orecchie troppo impiastriccate dal mieloso nettare brit-pop che colava dolcemente dalle cuffie attaccate al walkman, cercavo l'ultima compilation acid-jazz in edicola in modo del tutto casuale, cercavo di convincermi che dopo il suo "Debut" c'era del buon anche nel "Post", mi affrettavo a recuperare anche gli album precedenti dei Cardigans su cd, indeciso se stare dalla parte dei Blur o degli Oasis professavo convinto la mia fede verso gli Weezer come unica salvezza agli amici duplicando cassette a nastro.

E mi perdevo cose meravigliose come l'esordio degli "At The Drive-In", una sorta di megafrullata di gruppi che allora schifavo su cui, nel corso del tempo, mi sono dovuto ricredere (vedi post e proto-punk venato di newave distorto con liriche cripticamente ambigue e una certa propensione per suonare e cantare alla cazzo e l'autodistruzione).

"Acrobatic Tenement" è un inno a quanto di piu' genuino e artistico si poteva cogliere da una cultura punk che aveva compiuto il ciclo finale della sua metamorfosi da protesta a poster, diventando a sua volta tappetino emzionale per nuove generazioni di poserivoluzonari con brani come "Coating Of Arms", in cui ci vedo la rabbia distorta dei "Tiger! Shit! Tiger! Tiger!" che la psicadelia melodica dei "Ten Thosuand Bees".

"Paid Vacation Time" muove qualche timido passettino nelle acque gia' stagnanti del Post-Rock, e l'assenza di un assolo finale chilometrico grazia la band dal divenire una band eccessivamente cervellotica e pretenziosa, ma i "Mars Volta" non tarderanno molto a venire. Si tratta solo di aspettare, e probabilmente ci saremmo accorti ben presto come questo debutto rimanga quanto di piu' autentico, alternativo e meno borioso di quanto potenzialmente la band aveva da offrirci prima di essere rovinata da MTV.

Episodi come "Porfirio Diaz" sono scarto puro di session che hanno tutto l'umore dell'urgenza creativa di uno spirito giovane e solo parzialmente cosciente. Per le cose piu' patinate dovremo aspettare i "Guano Apes".

"Star Slight" l'unica vera hit. Niente miele dagli auricolari questa volta. Qunado gli ascolti musicali si prolungano per tutta la notte, nel fondo rimangono soltanto eco e distorsioni di suoni elettrici in amplificate gabbie di metallo. "Porfirio Diaz", con il suo incedere sincopato a coprire solo parzialmente un 30% di rumore, rimane il modo più piacevole per raschiare il fondo.

At The Drive-In - "Star Slight"
At The Drive-In - "Skips On The Record"
At The Drive-In - "Porfiro Diaz"

lunedì, ottobre 6

Somewhere beyond CDs



“We never wanted to be proper pop stars,
We just wanted to be as big as fantastic something “

Keith Girdler
(1963-2007)

Gli Astrolab sono un gruppo che mi ha sempre affascinato. Atmosfere eteree con giri armonici e impasti di chitarra sospesi tra deam-pop in stile C-86 e il sound cosi' britannicamente deviato alla Trattoria Records, la band riesce a sollevarsi da qualsiasi stereoptipo riusciamo a collegare ad una terra come l'indonesia per reglarci dalle terre lambite dall'oceano autentiche perle pop.


I ragazzi sono ora passati dagli esordi Cloudberriani direttamente alla Maritime Records, che pubblica il loro primo lavoro completo dal titolo beatlesiano "The Blue Thread Saga".

Peccato che la band sembria anche incredibilmente pigra e poco propensa a conquistare i più piccoli palcoscenici del mondo. Ancora una volta la musica piu' grande, quella per me importante, piu' che ambire a diventare ambiziosa musica da camera rimarra' genuina musica da cameretta.

Da Cloudberry:

Astrolab - "When The Leaf Is Not Green"

domenica, ottobre 5

MAMMA MIA!!!



Bazzo! Io il film horror l'ho visto davero (con una ere sola, sola come il film)

"MAMMA MIA" probabilmente non è il titolo del film, ma un suggerimento per gli spettatori che pensano di andarlo a vedere abindolati dalla critica.

"LA MIGLIORE INTERPRETAZIONE DI MERYL STREEP"

"L'interpretazione migliore di Meryl Streep e' quella in cui non c'e' Meryl Steep Marco".

Avevate ragione. RAGIONE!

La sala strapiena, con una famiglia che sembrava tirata fuori da un cartone tipo "I Griffins" in prima fila, a cui mancava solo il cane, che si prodigava in coretti e commenti baritonali nonostante li avessi zittiti con stizitta cattiveria. Ma perche' poi ho mai pensato, durante i primi secondi dei titoli di testa, di difendere un film del genere?

MERYL STREEP SEMBRA UNO ZOMBIE DI THIRLLER. "MAMMA MIA" E' UNA RILETTURA DI GREASE IN CHIAVE TERZA ETA' DEGNA DEI VANZINA CON UN PATETICO MATRIMONIO GRECO NEL CUORE, SCENOGRAFIE INDECENTI E ATTORI PIU' PORTATI ALLA PORNOGRAFIA CHE ALLA NOBILE ARTE CARA A WILLIAM SHAKESPEARE.

Si salvano le canzoni, che non hanno il diritto di potere camminare da sole ancora per molto, magari lontano dalla sala cinematografica.