sabato, dicembre 6
Me l'ero perso
Ora che Enzino scrive su Rollingsone voglio vedere quanti ancora avranno da prendermi per il culo perche' lo leggo (Vedi St. Arcangelo e le pagine strappate). Bravo Enzo. Scrivi da Dior!
Proiettili buoni

E' inutile dire che c'e' ancora gente intelligente che canta, che gioca, con proiettili buoni.
Per quanto mi riguarda, una piccola rivoluzione.
Parente, Benvegù, Druga, Dall'Orto. Oggi non vorrei ascoltare altro.
A salve io vi sparo,Proiettili Buoni. Qui lo space.
Il che vuol dire che c'è da stare attenti.
giovedì, dicembre 4
Zis is scotland iard
"There's one time/ on every life /when all seems right / all in place /like it's all like it should be..."
E' stata una fottuta giornata di affanni e tribolazioni. Fuori è freddo. Buio. Il tempo fa schifo e vi sentite braccati. Entrate solerti nel vostro rifugio. Chiudete il mondo fuori dalla porta, isolatevi dai problemi del mondo con un paio di auricolari, azionate "Play" e lasciatevi andare alla musica dei "Scottish Polis Inspectors".
La band di Newcastle, sul Tyne, ci regala melodie d'altri tempi, trasportate dal dolce incedere di chitarre dal sapore fottutamente amichevole e consolatorio, con vere e proprie infusioni di fuffologa autostima da essere degne di uno spot per bevante gasate analcoliche degli anni settanta ("tutti in coroooo!").
La familiarità concessa dallo strum'und'stroll delle guitarre acustiche accompagnate da discreti cenni di slide e pianoforte viene ripresa anche dai testi, che ci portano a passeggiare tra caffè e strade di provincia lungo i fiumi.
L'idea di preparare dolcetti da offrire al pubblico prima delle loro esibizioni non può che contribuire a fare assurgere i " "Scottish Polis Inspectors" al rango di indie band più biscottosa dell'anno.
Da Cloudberry:
Scottish Polis Inspectors - "Fallen"
E' stata una fottuta giornata di affanni e tribolazioni. Fuori è freddo. Buio. Il tempo fa schifo e vi sentite braccati. Entrate solerti nel vostro rifugio. Chiudete il mondo fuori dalla porta, isolatevi dai problemi del mondo con un paio di auricolari, azionate "Play" e lasciatevi andare alla musica dei "Scottish Polis Inspectors".
La band di Newcastle, sul Tyne, ci regala melodie d'altri tempi, trasportate dal dolce incedere di chitarre dal sapore fottutamente amichevole e consolatorio, con vere e proprie infusioni di fuffologa autostima da essere degne di uno spot per bevante gasate analcoliche degli anni settanta ("tutti in coroooo!").
La familiarità concessa dallo strum'und'stroll delle guitarre acustiche accompagnate da discreti cenni di slide e pianoforte viene ripresa anche dai testi, che ci portano a passeggiare tra caffè e strade di provincia lungo i fiumi.
L'idea di preparare dolcetti da offrire al pubblico prima delle loro esibizioni non può che contribuire a fare assurgere i " "Scottish Polis Inspectors" al rango di indie band più biscottosa dell'anno.
Da Cloudberry:
Scottish Polis Inspectors - "Fallen"
Mi ricordo montagne nere
Manuel arriva alle prove con un certo cd. Ora non ci sono cazzi. Mi tocchera' studiare e vedere se sono in grado di tirarne fuori qualcosa. Le prove sono andate bene, a parte Clint che sta tirando le quoia. Mi sa che forse ma forse riusciamo a portare anche un brano nuovo al Sinatra, il 12. Mic sbalordisce tutti piegando bacchette e ingranando il click! Gran band. Tutto il resto montagne nere nella coltre della notte.
mercoledì, dicembre 3
martedì, dicembre 2
Shadows
Ho dei gusti musicali ignobili. Forse l'avrete già capito. I miei ascolti sarebbero risultati di nicchia perfino negli anni in cui era ragazzino mio zio. Parte di queste colpe ricade su alcuni dinosauri del rock. Tra questi gli Shadows.
Ascoltavo Shadows e Beach Boys A RIPETIZIONE. Molto spesso in una grande stanza a casa di mia nonna. Verso sera. Fuori buio. Dentro una pallida luce elettrica che si rifletteva nei mobili plasticosi anni settanta della stanza. Finiva il nastro, open, giravo la cassettina del piccolo mangianastri mono. Si riprendeva.
Paul McCartney, a Sanremo 1987, aveva dichiarato per l'ennesima volta come i Beatles si fossero ispirati a questa band più di ogni altra (fose anche perchè erano il supporto sonoro di Cliff Richard, l'Elvis Prisley britannico)
Gli Shadows. Mi hanno fatto sognare ad occhi aperti, tanto che le rare volte che cerco di prodigarmi in una sottospecie di assolo alla chitarra vado sempre a cercare le melodie di Stardust, Apache, Wonderful Land, Sleepwalk. Le chitarre elettriche che cantavano il pop. Cercavano di imitare Lonnie Donegan. Erano praticamete i Joe Satriani degli anni 50.
The Shadows - "Nivram"
lunedì, dicembre 1
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